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Turismo

Fotografia etica: si può davvero fotografare tutto in viaggio?

Da quando abbiamo gli smartphone e i social network, ci sentiamo liberi di poter fare ogni cosa.. Una foto su internet vale più della dignità umana, di luoghi sacri e del benessere dell'ambiente e degli esseri viventi.
Ma cosa si può davvero fotografare tutto in viaggio?
Fotografia etica?
Cosa si può fotografare in viaggio?

Da quando abbiamo gli smartphone e i social network, ci sentiamo liberi di poter fare ogni cosa.. Una foto su internet vale più della dignità umana, di luoghi sacri e del benessere dell’ambiente e degli esseri viventi.

Raccontare una destinazione e raccontare la propria esperienza è fondamentale se si vuole lavorare con l’online ma è ancora più fondamentale (soprattutto se si vuole lavorare con il turismo e con i viaggi) farlo in modo etico e rispettare ciò che il luogo o che la natura ci impone.
Mi sono spesso imbattuta, soprattutto sui social, in foto di persone che pur di raggiungere dei like ai loro post o aumentare il numero dei follower hanno fatto foto che di etico non hanno niente.. e questo dispiace, soprattutto se si parla di futuri operatori del turismo o di persone che attraverso i loro racconti vogliono far viaggiare e vogliono ispirare migliaia di persone.
Quante foto si sono viste di persone con in mano stelle marine tenute fuori dall’acqua?
Quante foto si sono viste di persone che saltano, ballano o camminano nei templi indonesiani?

Quante foto si sono viste rubate alle popolazioni locali senza chiedere il permesso?

O quante foto si sono viste in luoghi pericolosi come le persone sulla roccia Kjerag in Norvegia?
Mi ricorderò per sempre durante la visita al quartiere alternativo di Lubiana, Metelkova, il cartello “NO PHOTO! WE ARE PEOPLE, NO MONKEYS!” e ricorderò per sempre.. la quantità di turisti con le loro macchine fotografiche a scattare foto di ogni murales e di ogni stranezza presente lì dentro.
E l’unico palazzo fotografabile? (vedi foto) Era l’unico in cui non c’era una persona a fotografarlo!!
Bali è stata pronta a sbarrare (e di qualcuno lo ha anche fatto) l’entrata ai turisti “poco rispettosi”.

Le autorità locali a causa dei comportamenti irrispettosi e poco opportuni dei viaggiatori in visita ai templi sacri indonesiani nel 2018 hanno deciso di salvaguardarli inserendo il divieto di entrare nei Pura senza accompagnatori o guide autorizzate.

Ne vale davvero la pena perdersi la visita di posti così belli per fare delle foto per Instagram?

Addirittura, questi templi che ricordiamo sono SACRI per la popolazione locale, rientrano nei “luoghi instagrammabili”….
Ogni luogo che si visita, dobbiamo comportarci come ospiti e rispettare ciò che quella cultura ci chiede, anche se può risultarci difficile da capire.

Chi vuole fare del turismo il proprio lavoro (ma non solo, il rispetto non dovrebbe mai venire meno) deve tenere di conto di leggi, del buon senso e non dovrebbe pensare che un like in più valga più del rispetto dell’altro.

Cosa ne pensi di questa mia riflessione? Mi piacerebbe sapere la tua opinione nei commenti oppure scrivimi su Instagram 😉

Autore del sito e del progetto Turisting

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